VISITA IN BREVE - L'abbazia


Si entra nel complesso badiale da mezzogiorno e una leggera salita sul fondo acciottolato conduce, attraverso una successione di archi e di cortili rustici, alla chiesa di San Giulio e al monastero dei canonici regolari.

La piazzetta da nord


Sul lato settentrionale della basilica un breve sentiero porta all’ingresso della casa parrocchiale; varcata la soglia, si giunge in un erboso cortiletto con stupenda vista sul tiburio, sul retro delle absidi romaniche dell’edificio religioso e sulla testata settentrionale della primitiva casa dei canonici, ove al piano superiore è ancora riconoscibile il dormitorio comune.

Attraverso il portone, a sinistra, si scende nella corte dei pigionanti, detta Abissinia, ottenuta attorno al 1760 con la costruzione di edifici per i salariati, formati da una camera al pianterreno e da un solaio al primo piano, caminati. Di fronte a queste umili abitazioni si ergono gli edifici della antica canonica regolare, che terminano con una costruzione in ciottoli e mattoni più elevata, entro la quale si trovano decorazioni di metà Quattrocento.
 


L'antico edificio abbaziale
nella corte detta "Abissinia"


Un arco, sorretto da colonne di laterizio, immette nel cortile del pozzo, detto, nel Duecento, dei conversi, poiché qui erano ospitati i laici che, abbandonato il secolo, aiutavano i canonici nei lavori agricoli.
Negli edifici laterali si notano le arcate, ora chiuse, di un ampio chiostro, residenza dei medesimi conversi.
Sulla destra è possibile notare ciò che rimane di un palazzo del tardo quattrocento con torre angolare, ora capitozzata: era la dimora degli abati commendatari e dei loro amministratori e si vuole che sia stata edificata al tempo di Leonardo Sforza, nella seconda metà del Quattrocento.



MAPPA ATTIVA

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Un arco verso mezzogiorno immette nel grande cortile rustico, edificato tra Cinquecento e Seicento per ospitare le stalle e i cassi per il fieno, quando la Badia fu trasformata in grande cascina agricola.
Al centro della corte un abbeveratoio è stato ottenuto utilizzando un sarcofago romano in granito ghiandone, con il titolo in capitale quadrata, del II secolo dopo Cristo.

Si risale infine sino alla chiesa, costeggiando la casa abbaziale, che racchiude l’antico chiostro canonicale, ora di proprietà privata e pertanto non visitabile.



Comunità della Badia di Dulzago