F. Portaluppi - La chiesa di San Giulio - Il corpo absidale


Le absidi

Le absidi e la torre campanaria duecentesca

Le absidi costituiscono la parte più integra di tutto il complesso: presentano un pronunciato basamento in mattoni da cui partono le lesene collegate superiormente da coppie di archetti.
L’abside maggiore è ripartita da cinque lesene a sezione rettangolare mentre le due minori presentano rispettivamente due lesene toriche. Come nel campanile di San Michele di Pavia, e in altri esempi coevi, gli archetti pensili conservano quello spessore leggero caratteristico di archeggiature cieche montate su lesene di cui si ha documentazione anche per i secoli anteriori al mille, a partire dall’età carolingia

Le absidi

L’abside doveva presentare originariamente tre feritoie a doppio strombo, di cui quella centrale fu distrutta a vantaggio di una più ampia finestra semicircolare realizzata per consentire più luce e soprattutto una migliore aerazione in funzione di un tentativo di risanamento della chiesa dalla grave umidità che ne impregnava la muratura.
Questa operazione portò alla perdita di una buona parte dell’affresco absidale. La copertura è costituita da lastre di beola in spacco. Il fianco sud della chiesa è quasi completamente coperto da corpi di fabbrica addossati: alcuni archetti pensili sono però ancora visibili all’interno di un locale del primo piano.


Le monofore del tiburio


Il tiburio a pianta quadrata, è probabilmente il primo rilevante intervento aggiuntivo. Dalla documentazione esaminata risulta che in origine sopra il tiburio esisteva un piccolo campanile con due campane; sull’intradosso della volta a crociera sono ancora visibili i tre fori da cui scendevano le corde delle campane.

L’accesso al campanile avveniva attraverso una scaletta esterna posta a detta dei documenti sul lato di levante. Sul lato orientale del tiburio sotto una decorazione romboidale, si aprono due monofore, che campeggiano su una muratura molto regolare, eseguita con mattoni di accurata fattura, legati con sottili strati di malta; la muratura presenta poi file altrettanto regolari di buche pontaie.

Meno facilmente leggibili le aperture sugli altri lati: a sud una probabile monofora è ora sostituita da un oculo, a ovest è addossato il tetto della navata maggiore, a nord il muro è cieco.

Le absidi - assonometria

 

 

Comunità della Badia di Dulzago