F. Portaluppi - La chiesa di San Giulio - L'interno


All’inizio del XVIII secolo è stato rimosso il pavimento originale per la realizzazione di tre sepolcreti ancora oggi esistenti, anche se in cattivo stato. Nel primo, posto davanti all’altare, venivano sepolti i vicari perpetui che si succedettero alla Badia;


gli altri due, disposti per il lungo sui due lati della navata centrale, sino all’anno 1808 servirono per le sepolture della popolazione, ricalcando la divisione dei posti rispettata dai vivi, che teneva rigorosamente separati gli uomini dalle donne.
L’altare attuale, a marmi policromi e di pregevole fattura barocca, proviene dalla chiesa parrocchiale di Borgoticino e fu install ato nel 1846 in sostituzione del preesistente in legno dorato.


San Giulio - sezione longitudinale

LE CAPPELLE

Nei secoli XVII e XVIII la chiesa ha subito, sia all’esterno che all’interno, pesanti interventi per opera degli Abati Commendatari, che ne hanno snaturato l’aspetto originale, specialmente nei suoi rapporti volumetrici, togliendole quel carattere mistico e severo, proprio dell’arte cristiana medioevale.
Con la costruzione di due nuove cappelle sono stati trascurati completamente i valori esistenti per dare spazio a quella dimensione architettonica che piuttosto si adegua alla nuova visione unitaria: architettura, a decorazione plastica e pittorica ecc.
Il primo intervento interessò la navata laterale di sinistra: su commessa dell’Abate Commendatario Alfonso Litta, fu demolita la seconda campata per edificarvi una cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova. Con un secondo intervento, simile al precedente, il vicario perpetuo don Vandoni e la Confraternita del Rosario di Dulzago disposero la demolizione della seconda campata laterale di destra per consentire la costruzione della cappella dedicata alla Beata Vergine del Rosario.


San Giulio - sezione trasversale
San Giulio - sezione assonometrica

 

Comunità della Badia di Dulzago